Legge sui piccoli Comuni: cosa prevede il testo

ricettodicandelo

Dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 2 novembre, il ddl “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni” è legge.

La legge 6 ottobre 2017, n. 158. “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni” vede stanziato dal Governo un fondo di 100 milioni di euro per lo sviluppo strutturale, economico e sociale a favore dei piccoli centri con una popolazione inferiore ai 5 mila abitanti. Nello specifico, il provvedimento riguarda 5.585 realtà, circa il 70% dei 7.998 comuni italiani dove vivono 11 milioni di cittadini.

La legge punta a favorire uno sviluppo economico, sociale, culturale e ambientale sostenibile dei piccoli comuni, promuovere l’equilibrio demografico del Paese, favorendo la residenza nei borghi, tutelandone il patrimonio naturale, rurale, storico culturale e architettonico. Il provvedimento, favorisce l’adozione di misure a favore dei residenti nei piccoli comuni e delle attività produttive insediate, con particolare riferimento al sistema dei servizi essenziali, al fine di contrastarne lo spopolamento e di incentivare l’afflusso turistico. L’insediamento nei piccoli comuni, costituisce infatti una risorsa a presidio del territorio, soprattutto per le attività di contrasto del dissesto idrogeologico e per le attività di piccola e diffusa manutenzione e tutela dei beni comuni.

La Legge si rivolge ai comuni con una popolazione residente inferiore a 5 mila abitanti, anche istituiti a seguito di fusione tra comuni aventi ciascuno una popolazione fino a 5 mila abitanti. Ma non basta questo per poter beneficiare dei finanziamenti: i comuni devono essere collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico, oppure caratterizzati da marcata arretratezza economica. Influiscono anche il decremento della popolazione residente e le condizioni di disagio insediativo.

E’ prevista una dotazione di 100 milioni di euro, 10 milioni di euro per il 2017 e di 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023. Il fondo è destinato al finanziamento di investimenti diretti alla tutela dell’ambiente e dei beni culturali, alla mitigazione del rischio idrogeologico, alla salvaguardia e alla riqualificazione urbana dei centri storici, alla messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici nonché alla promozione dello sviluppo economico sociale e all’insediamento di nuove attività produttive. In particolare per gli anni 2017 e 2018, nel Fondo, confluiscono anche delle risorse destinate esclusivamente al finanziamento degli interventi di ristrutturazione dei percorsi viari di valore storico e culturale destinati ad accogliere flussi turistici che utilizzino modalità di trasporto a bassi impatto ambientale.

Per l’utilizzo delle risorse è prevista la predisposizione di un Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni ed un elenco di interventi prioritari assicurati. Tra quelli elencati, troviamo: l’accrescimento dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico e la realizzazione di impianti di produzione e distribuzione di energia da fonti rinnovabili, la riqualificazione di terreni ed edifici in stato di abbandono o degrado al fine di sostenere l’imprenditoria giovanile per l’avvio di nuove attività turistiche e commerciali.

La legge, chiamata salva borghi, dedica particolare attenzione al recupero e alla riqualificazione dei centri storici e alla promozione di alberghi diffusi, con la possibilità di stabilire convenzioni con la Chiesa per il recupero dei beni culturali. Il provvedimento prevede, inoltre, disposizioni relative ai servizi postali e all’effettuazione di pagamenti, lo sviluppo della rete a banda ultra larga e programmi di e-government, la diffusione della stampa quotidiana e iniziative per la promozione cinematografica nei piccoli comuni quale strumento di valorizzazione turistica.

Il testo stabilisce misure per la promozione e la vendita dei prodotti provenienti da filiera corta o a chilometro utile nonché l’attuazione delle politiche di sviluppo, tutela e promozione delle aree rurali e montane. Viene inoltre predisposto il Piano per l’istruzione destinato alle aree rurali e montane con particolare riguardo al collegamento dei plessi scolastici, all’informatizzazione e progressiva digitalizzazione delle attività didattiche e amministrative.