“Io non spreco”, il vademecum del Ministero delle Politiche Agricole per un consumo consapevole

frutta

È passato esattamente un anno dall’entrata in vigore della legge per ridurre gli sprechi alimentari e farmaceutici. La “legge Gadda”, dal nome della sua relatrice, l’Onorevole Maria Chiara Gadda, mira a favorire il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari, di prodotti farmaceutici e di vestiario usato, a fini di solidarietà sociale. La legge n.166 del 19 agosto 2016 regolamenta la cessione gratuita e la distribuzione delle eccedenze (alimentari, farmaceutici, vestiario) a fini caritativi. Per le aziende operanti nel settore alimentare, panifici, gastronomie, farmacie e negozi di abbigliamento diventa più semplice donare le eccedenze a bisognosi ed organizzazioni non profit, e ricevere benefit fiscali. Le eccedenze possono essere donate ad istituzioni sia pubbliche che private, posto che queste destinino gli stessi prodotti a persone in stato di bisogno. Le misure burocratiche necessarie a tal fine vengono percettibilmente semplificate. Alimenti che abbiano superato il termine minimo di conservazione possono essere donati, purché siano garantite l’integrità dell’imballaggio primario e le idonee condizioni di conservazione. Prodotti che non rispettino tali imposizioni possono essere usati come mangime per animali, oppure, nella peggiore delle ipotesi, essere compostati. Anche gli alimenti che presentano irregolarità di etichettatura possono essere ceduti ai soggetti donatari. Anche i prodotti da forno non venduti o somministrati entro le 24 ore successive alla produzione, possono essere donati a soggetti donatari. In un anno di attuazione della legge, le associazioni di volontariato che hanno visto crescere i beni erogati gratuitamente per quantità e tipologia. Le stime della fondazione Banco alimentare, la più grande realtà italiana di recupero del cibo e di sostegno ai più bisognosi, parlano infatti di un aumento del 20% del recupero eccedenze dalla grande distribuzione da settembre 2016 a settembre 2017, grazie ad un incremento dei volumi delle donazioni e una crescita dei punti vendita. A fronte di questo però il 50% degli sprechi avviene ancora in casa: ogni anno infatti in Italia finiscono nella spazzatura 12 miliardi di alimenti. Bastano piccoli gesti quotidiani per ridurre sensibilmente le perdite di cibo attraverso un consumo più consapevole e sostenibile. Per questo motivo, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha pubblicato sul sito del Ministero il vademecum “Io non spreco”. Si tratta di una lista di consigli e informazioni pratiche per combattere gli sprechi alimentari: dalla lista prima di fare la spesa alla lettura della data di scadenza, dalla corretta conservazione degli alimenti all’impiego degli avanzi in nuove ricette.