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Ventennale Città del Vino

Cittą del Castagno: le conclusioni del Assemblea Generale

Giugno del 2008: un anno di tempo per preparare una grande Convention di tutti i Comuni, le Comunità Montane, le Province e i Parchi aderenti alle Associazioni delle Città di  dentità per un approfondito confronto sull’Agroalimentare di qualità: questa la proposta dell’Associazione Nazionale Città del Castagno, emersa alla conclusione dell’Assemblea generale dei Soci, tenutasi a Scala (Sa) lo scorso venerdì 8 giugno. Un’esigenza quasi, quella venuta fuori dopo l’ampio dibattito dedicato non solo alle strategie di Città del Castagno per il triennio 2007-2009, ma anche al ruolo di tutte le Associazioni e dell’impegno che Res Tipica ha sposato con la recente costituzione dell’Associazione.
Giugno 2008, dunque, per la data: quanto al luogo, la proposta approvata dall’Assemblea è di scegliere la stessa costiera Amalfitana, in occasione della inaugurazione del “Ravello Festival”.
Un momento di raccolta e di riflessione, affinchè le energie di tutti possano diventare una sola grande forza, capace di incidere in profondità nelle politiche di tutela e valorizzaizone dei territori e dei loro prodotti.

Con l’approvazione all’unanimità dello Statuto dell’Associazione Res Tipica, costituita il 7 giugno, alla presenza del vice-presidente di Res Tipica Srl Secondo Amalfitano, i soci di Città del Castagno, nelle parole del proprio presidente Romano Veroli, hanno confermato la loro ferma fiducia e le proprie aspettative nell’operato di Res Tipica. La sfida è quella di puntare sulla qualità e sulla tipicità, non solo dei diversi prodotti rappresentati dalle Associazioni, ma soprattutto dei territori che ogni prodotto racconta.

L’impegno è quello di mettere a fuoco quei valori immateriali che, al di là dei singoli prodotti che ne fanno la ragione sociale, legano tutte le Associazioni di  Identità. È attraverso la spontaneità dei luoghi, di tutti i luoghi che Res Tipica rappresenta, che ci deve collegare e mettere in moto. Questo ciò che permettere di superare gli aspetti quantitativi delle Città di Identità, in favore della forza della loro qualità: il territorio appunto. (sm)

 


 

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