

Città del Bio
Settimo Rottaro (TO), Ottiglio (AL) e Bardi (PR) sono i Comuni che entrano a fare parte dell’Associazione Nazionale Città del Bio, che arriva così a quota 91 soci (escluse le adesioni estere). Tre territori, tre identità, paesaggi e sapori particolari. Le dolci colline di Settimo Rottaro si adagiano su millenari depositi morenici, coltivate nei secoli a canapa e vite. E che vite! All’inizio del XX secolo Settimo Rottaro era famoso per il Passito di Erbaluce, una produzione che oggi si sta tentando si recuperare. Grande è l’impegno dell’amministrazione per riaffermare la tradizione del territorio e in particolare di quella enogastronomica . Tra tutte le specialità, particolarmente celebrata è il “Salam patata”, cui è dedicata una festa svoltasi, quest’anno, il 28 gennaio. Ingredienti poveri, come le parti meno pregiate del maiale e le patate bollite per un insaccato dal gusto leggero da accompagnare da un bicchiere di vino rosso del territorio. Dal Torinese al Monferrato Casalese, con Ottiglio, altro piccolo comune arroccato su un’altura attorno a quello che un tempo fu il suo Castello, a due passi dal torrente Rotaldo, il cui nome compare per la prima volta nel 1164 tra le terre che l'imperatore Federico I Barbarossa concesse al Marchese Guglielmo il Vecchio. E’ un borgo particolare per la disposizione delle case nel centro abitato e dove si può apprezzare la tipica cucina monferrina e, naturalmente, vini come la Barbera, il Grignolino e il Cortese. Siamo infine nel Parmense, con Bardi, Comune di zona montana verso la Liguria e il Piacentino, tra boschi cedui e pascoli, quercie, faggi e abeti, dove torrenti puliti, che raggiungono il fiume Ceno che dà il nome alla vallata, ospitano trote e gamberi. Il clima mite, vera un oasi per chi proviene dalle nebbie della pianura, favorisce la vita di specie botaniche mediterranee e alpine e dove è possibile incontrare la rara orchidea Dactylorhiza incarnata. Non è da meno la fauna con le nidificazioni di piccoli volatili ma anche rapaci e trampolieri, e mammiferi tra i quali, pur difficili da vedere, il lupo appenninico, la lontra e la lince. E a tavola ci aspettano, tra le specialità territoriali, funghi, tartufi, salumi e un ottimo formaggio.