

Città del Bio
Gennaio 2007
Dal Piemonte e dalla Sicilia due adesioni all’Associazione Nazionale delle Città del Bio: Carmagnola, in provincia di Torino, e Palermo. E subito, la città a due passi dal Po mette in campo, a partire dal mese di febbraio 2007, una prima iniziativa con “Terre del Bio”, mercato settimanale dedicato all’agricoltura biologica. Sarà il primo dei “Mercati del Po” lungo il corso del fiume, appuntamenti che vedranno la luce in collaborazione con il Parco del Po Torinese con l’obiettivo di valorizzare produzioni tipiche e biologiche e favorire l’incontro diretto tra produttori e consumatori. Carmagnola conferma così la sua tradizione di borgo agricolo e commerciale, pur avendo vissuto il processo di trasformazione economica e sociale negli ultimi decenni. E se la sua storia con l’attuale toponimo risale all’anno mille, caratterizzata dallo sviluppo culturale e artistico fino al 1500, il ruolo di fortezza per i due secoli successivi (la sede del Comune è oggi nel Castello) e poi di zona di coltivazione e commercializzazione della canapa e dei manufatti di tela e cordami (testimoniato dall’ Ecomuseo della Cultura della Lavorazione della Canapa), oggi la sua tradizione agricola ci parla del suo famoso peperone, in tutte le tipologie: quadrato, lungo o a corno di bue, trottola, tumaticot; del suo porro lungo dolce; del salame e la salsiccia di Giora; del formaggio del fen; del coniglio grigio, della gallina bionda piemontese. Un territorio circondato da aree naturali, come il Bosco del Gerbasso e la Lanca di San Michele (un alveo del Po oggi abbandonato dal fiume), e da luoghi dello spirito come l’abbazia cistercense di Santa Maria di Casanova, le chiese dall’architettura barocca e la Sinagoga. Dal nord passiamo al centro del Mediterraneo con l’altra recente adesione alle Citta del Bio: Palermo, storico crocevia di culture fra Oriente e Occidente, che conserva testimonianze delle epoce passate: dai Romani ai Bizantini, dagli Arabi ai Normanni, dagli Svevi ai Francesi, dagli Spagnoli agli Austriaci. L’ingresso tra le Città del Bio rafforze il suo ruolo di riferimento per le produzioni di agricoltura biologica che in Sicilia si situano ai primi posti in Italia. Ma sarà un sostegno importante anche per la valorizzazione dei suoi mercati storici (i cui nomi sono ampiamente noti: Ballarò, la Vucciria, ecc.), canali privilegiati di promozione delle produzioni agroalimentari di qualità . Il ruolo della città e di tutta l’area regionale è proiettato così anche in futuro come luogo eletto di incontro tra culture, una capitale euromediterranea che con l’apertura nel 2010 dell’area di libero scambio del Mediterraneo, saprà valorizzare ancor di più le sue ricchezze culturali e il suo patrimonio storico-artistico.